Quando le Corti dei Conti fanno i “conti”…a cura di Marinella Azzetti Francia: la Corte dei Conti “deplora” e chiede “vigilanza costante”
Nel suo rapporto annuale del 2006 sullo smantellamento delle installazioni nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi, la Corte dei Conti francese segnala senza mezzi termini le gravi omissioni e la mancanza di trasparenza riscontrate nei piani finanziari presentati dai tre principali attori industriali del paese in materia di smantellamento impianti e gestione delle scorie nucleari. I dubbi e le critiche sono piuttosto pesanti e non risparmiano gli organismi governativi di controllo sul nucleare civile, il Ministero di Economia – Finanze - Industria, il Ministero della Difesa, la natura e il controllo dei fondi di finanziamento dedicati a coprire i costi futuri in materia nucleare, il Commissariato per l’energia atomica, la Commissione nazionale di dibattito pubblico. Non ultimo, viene segnalato un brillante gioco delle tre carte, perfetto per confondere le acque: un impianto militare dimesso (e quindi non più sottoposto a vincoli di tipo militare), viene affidato per lo smantellamento ad un consorzio di imprese (civile, quindi); tuttavia il fondo che finanzia il progetto è definito “difesa”, quindi classificato “secret”, ma viene alimentato da contributi, industriali quindi civili. C’è da perdersi, ma la Corte dei Conti, appunto, i conti li sa fare. Conosce le norme contabili, e … conosce i suoi polli.
I temi affrontati nel rapporto
─ Lo stato dell'arte sullo smantellamento delle centrali nucleari dimesse. ─ L’inventario, lo stoccaggio e la gestione delle scorie radioattive. ─ Le previsioni dei costi futuri di trattamento e le relative coperture economiche.
Le parti in gioco - ANDRA (Agence Nationale pour la Gestion des Déchets Radioactifs). Nata nel 1997, il suo Consiglio di Amministrazione è stato ripetutamente bloccato e inattivo fino al 2005, quando finalmente si è insediato e ha nominato il suo presidente. Vi sono rappresentati i maggiori produttori industriali di scorie (CEA, Cogema e EdF) - AREVA (di cui fa parte il Gruppo Cogema). - CEA (Compagnie Générale des Matières Nucléaires). - EdF (Electricité de France). - Il Ministero Economia / Finanze / Industria. - Il Ministero della Difesa.
I dubbi e i lati oscuri
1. Il
rapporto sollecita che l'inventario delle scorie radioattive non si limiti alla
fotografia della situazione ma presenti dei dati e delle proiezioni economiche
affidabili relative ai costi futuri dello stoccaggio. Viene auspicata anche
l'istituzione di un sistema di dichiarazione obbligatoria periodica. 2. La Corte chiede una maggiore trasparenza sulle ipotesi che riguardano il recupero (ritrattamento) dei combustibili usati, compresi i combustibili Mox (a base di una miscela di ossidi di uranio e plutonio). Questa ipotesi sostiene l'intero programma di produzione elettronucleare francese e si spinge fino all'orizzonte del 2040, ai reattori detti di IVa generazione, anch'essi consumatori di plutonio.
La richiesta della Corte è di tenere conto degli
impatti di questa strategia, ancora poco realistica, sul calcolo delle
previsioni e degli accantonamenti per assicurare copertura finanziaria allo
stoccaggio delle scorie sul lungo periodo.
3. A
proposito della prima importante esperienza di smantellamento condotta in
Francia, lo stabilimento trattamento scorie UP1 di Marcoule (vicino
Bagnols-sur-Cèze nella Regione
Languedoc–Roussillon),
la Corte rileva una non chiara e apparentemente ingiustificata ripartizione tra
le responsabilità operative, e i relativi piani finanziari, dei Gruppi
industriali interessati. Inoltre, un'installazione non più sottoposta a vincoli
di tipo militare e che conserva però lo status di INBS (Installation Nucléare de
Base classée Secrète), é affidata ad un consorzio di imprese e viene finanziata
attraverso un fondo definito “difesa”, al momento però alimentato esclusivamente
da contributi industriali civili. La Corte “deplora” e teme che il calendario
dei lavori di smantellamento possa essere usato come variabile di aggiustamento
finché non verrà sciolta l'ambiguità del fondo “difesa”. 4. Le previsioni di costo e le coperture finanziarie per i programmi di stoccaggio da parte dei 3 principali gestori industriali (Areva – CEA – EdF). A partire dal 2002, con l'introduzione di nuovi principi e norme contabili, la Corte aveva evidenziato che i dati previsionali fino ad allora forniti erano assolutamente insufficienti, disomogenei e non trasparenti. Inoltre, la Corte aveva raccomandato, per il futuro, l'utilizzo di tassi di attualizzazione uniformi, maggiori dettagli all'interno delle due principali voci di spesa (smantellamento e gestione scorie) e soprattutto la pubblicazione dei valori lordi, prima dell'attualizzazione: Vista la durata eccezionale della gestione di un centro di stoccaggio, nell'ordine degli 80 anni, la differenza tra il valore attualizzato e il valore lordo diventa sempre più rilevante e rende molto più critica che in passato la questione della protezione del finanziamento.
Nel 2004, la previsione di costi dei 3 principali gestori di nucleare (Areva, CEA e EdF) ammontavano ad un totale di 70 Miliardi di Euro.
5. L'informazione e la comunicazione sulle scorie radioattive. La Corte segnala la necessità di una “vigilanza costante”. In particolare:
a) la Corte farà periodicamente il punto sull'evoluzione delle previsioni di spesa e sullo stato dei relativi fondi di finanziamento per progetti di smantellamento centrali e gestione delle scorie; b) spetterà ai poteri pubblici decidere e creare sistemi per proteggere i fondi dedicati ai futuri costi in materia nucleare; c) rimane aperta la ricerca di una soluzione permanente circa l'informazione al pubblico sui fatti che riguardano il nucleare: l'incarico affidato alla Commissione nazionale di dibattito pubblico è, per definizione, temporaneo.
L’eco del rapporto nell’opinione pubblica e le interrogazioni parlamentari che ha suscitato, hanno scoperto il gioco e costretto le parti chiamate in causa a rispondere ufficialmente, anche se con malcelato imbarazzo. Ecco qualche “perla”:
─ Il ministero di Economia – Finanze – Industria ricorda che “la definizione di una strategia non implica automaticamente la sua realizzazione. Rimangono parecchie incertezze sui programmi di ricerca nelle tecnologie di quarta generazione e sulla data alla quale queste saranno disponibili” … “Vanno fatte ipotesi ragionevoli e prudenti” … In materia di controllo sui piani industriali e sul calcolo degli accantonamenti, il Ministero conferma in parte le riserve della Corte sul CEA (Commisariat à l’Energie Atomique, organismo pubblico) ma assicura che “il CEA sta per completare la messa a punto (!?!) di un software di gestione progetti per seguire le operazioni di smantellamento e risanamento”, che intanto, proseguono tranquillamente, con previsioni finanziarie a dir poco spannometriche).
─ Il Ministero della Difesa sembra soprattutto preoccupato di rivendicare la sua quota dei dividendi prodotti dalle azioni AREVA di proprietà pubblica (CEA). Per tutto il resto, “segnala alla Corte che il CEA ha previsto di fornire più informazioni sui piani finanziari e gli accantonamenti” ... ”verificherà che il CEA recepisca le raccomandazioni della Corte”. Tutto a posto.
─ EdF ammette che sui costi di stoccaggio sono state prodotte da ANDRA (l’Agenzia nazionale per la gestione delle scorie radioattive) e dai gestori delle “cifre contradditorie”
─ Il CEA (Commissariato per l’energia atomica) rifiuta le critiche sulla trasparenza: non di conti in disordine si tratterebbe, bensì di “simulazioni finanziarie a lungo termine”. |